Vedute e visioni dal Colosseo al Gazometro
Fino al 20 Maggio

Illustratrice e scenografa, è nata a Roma nel 1980. Dopo il diploma in pittura conseguito all'Accademia delle Belle Arti, si è trasferita a Madrid dove si è specializzata in disegno d'animazione manuale per cinema e televisione presso la Scuola ARS ANIMACIÓN.
Nel 2004 ha conseguito il titolo di specialista in Arte e Critica d'arte presso la Universidad Computense di Madrid. Nei tre anni trascorsi in Spagna ha lavorato presso il Corte Engles come scenografa per Cortylandia disegnando parchi d'attrazione per bambini in Spagna e Portogallo e ha collaborato con Experimenta, prestigiosa rivista di Illustrazione, grafica e design.
In Italia ha lavorato presso il fotografico de Il Venerdì di Repubblica ed è direttore artistico della rivista Greenager. Come illustratrice ha realizzato storyboard, campagne pubblicitarie e manifesti di eventi e festival in collaborazione con diverse agenzie romane.
Contemporaneamente al lavoro di illustratrice, non ha interrotto la sua personale ricerca pittorica realizzando con gli acrilici quadri di grande dimensione.
Ha partecipato a diverse mostre collettive, fra le altre : FINE ART FOYER - LOUGHBOROUGHT (UK), CENTRO LUIGI DI SARRO - ATELIER ESC - MONDOPOP-Roma e personali GALLERIA HAPPENING, IL LOCALE e l'ASSOCIAZIONE CULTURALE L´URLO - Roma.
L'opera di AliCé (Alice Pasquini) ricorda personaggi usciti dalle più moderne strisce del fumetto: giovani figure dai lineamenti aggraziati, inquadrate da tagli fotografici talvolta acrobatici, ti scrutano in maniere differenti; tutte con lo stesso, elevato coefficiente di penetrazione.
Sono occhi invadenti, bucano con facilità: possono aggredire, possono sfidare, possono osservare con innocente curiosità. Possono costringerti a entrare nel loro spazio. Sono belli gli occhi dipinti da AliCé, sono occhi che raccordano la dimensione dell'osservato e dell'osservatore, sono chiavi per aprire a modo loro il divisorio del fare e del quotidiano.
I soggetti di AliCé possono essere un tenero abbraccio di due amiche dal sorriso sinceramente soddisfatto, indifferenti eppure compiaciute perché è nella condizione di intruso che costringono a collocarti (Amichepsd). O una bambina molto piccola che ti insegna ad avere la testa fra le nuvole, a guardare il cielo senza fretta, in liturgico e immaturo silenzio (Bimba). Oppure una ragazza (Ella) dai lunghi capelli, e due occhi malinconici di quelli che ti fanno sentire in colpa, gialli occhi tanto dolci quanto pericolosi per la facilità con cui ammaliano.
I soggetti di Alicé possono essere la comunione di due spiriti affini (Lesbotree) paragonati all'equilibrio di un albero o uno dei tanti volti dell'America (Yo), dei pozzi di petrolio e di chi ama vivere la strada. Possono essere un gatto nero (Shian) che sta per pretendere le fusa, o una sorridente ammissione scritta per terra (In su).
I protagonisti di AliCé hanno tratti netti, puliti, precisi. Indossano abiti facilmente riconoscibili. I ritmi dettati dalle loro pose sono quelli del ventunesimo secolo. Alice Pasquini sa essere del proprio tempo, come ogni pittore della vita moderna che si rispetti.
Sono individui che vivono dentro paesaggi desolati, dagli orizzonti lontani dove l'occhio può perdersi, oppure in dimensioni rarefatte, senza alcun riferimento spaziale, sfondi monocromi buoni per galleggiare o come trampolini per rompere la soglia del pittorico.
Matteo Olivieri
22-04-2008
Galleria Giulia, Via della Barchetta 13.
Vernissage con spoken word di Raiz.
Fino al 7 Marzo
Via Tommaso Campanella, 36
Tel 06 39728186
Fax 06 39728187