Vedute e visioni dal Colosseo al Gazometro
Fino al 20 Maggio

Avish Khebrehzadeh nasce a Teheran nel ’69. Inizia a esporre nei primi anni ’90 alla Galleria Seihoun della città natale, partecipando al contempo alla prima Biennale Iraniana al Museo di Arte Contemporanea di Teheran. A Roma frequenta l’Accademia di Belle Arti, collabora con la Galleria S.A.L.E.S. (1996) con personali fino al 2006. Nel ’98 è presente allo Studio Barbieri Arte Contemporanea di Venezia, nel ’99 alla VI Biennale Internazionale di Istanbul, cui seguono numerose mostre tra il Vikingsberg Art Museum di Helsingborg (Danimarca), il Kunestverein Ludwigsburg (Germania), la David Silverstein Gallery, la Susan Inglett Gallery e la Columbia University di New York. Vince nel 2003 il premio di Giovane Arte Italiana della DARC alla Biennale di Venezia; le esposizioni si susseguono al MACRO Mattatoio di Roma, al Museo di ARCOS a Benevento, al Centre puor l’Image Contemporaine a Saint-Gervais di Ginevra, alla Sketch Gallery e alla Foundation for Contemporaney ART Parasol Unit a Londra.
Sintesi di semplicità al limite dell’evanescenza, le opere della Khebrehzadeh si strutturano in pochi essenziali elementi per narrare storie familiari, vicine alla favola. Cresciuta in un ambiente culturalmente dinamico, dal padre insegnante di letteratura persiana, alla madre amante di poesia, fino al salotto familiare, sovente frequentato da amici dei genitori, Avish dimostra di possedere un bagaglio culturale ricco, che traduce nella propria lirica in piccole storie. L’incontro a Roma con la tradizione rinascimentale da un lato, e l’Arte Povera dall’altro, accentuano il carattere “leggero” di un’artista che sempre più cerca nella linea sottile, nel colore sbiadito, quasi fosse il recupero della memoria o del sogno, nel supporto delicato, sempre più spesso le sue tele si compongono di strati di carta, la sospensione, il respiro trattenuto del bambino, quando la fiaba arriva al suo acme. I materiali semplici e naturali si sposano a una composizioni fatta di protagonisti senza volto, perché nel sogno e nella memoria il dettaglio non ha necessità di esistere: è l’emozione, delicata, che tradisce la volontà di ricondurre a un immaginario che sia di tutti.
Matteo Olivieri
03-02-2008
Galleria Giulia, Via della Barchetta 13.
Vernissage con spoken word di Raiz.
Fino al 7 Marzo
Via Tommaso Campanella, 36
Tel 06 39728186
Fax 06 39728187