Bonnie “Prince” Billy – Lie down in the light

Ritorna il folk sincero e nostalgico di Will Oldham con un disco dalle sfumature azzurre di chi cerca pace e tranquillità

Bonnie “Prince” Billy – Lie down in the light

"Lie down in the light"
(Drag City)
Voto 8
2008
   

 

Sono trascorsi solo due anni dall'ultimo buon "The Letting Go" e Will Oldham ritorna con un album prezioso che arriva all'orecchio così dolcemente che è difficile non innamorarsi già al primo ascolto.

In arte Bonnie "Prince" Billy, il nostro folk-singer del Kentucky incarna perfettamente quello spirito made in Usa che contraddistingue il cantautorato malinconico, quello di cantastorie legati alle proprie radici, alla propria terra e alla famiglia.

Sin dai primi anni Novanta, Oldham ci regala dolci parole e tenere melodie in album firmati Palace Brothers, Palace Music e Palace Songs, ma è con "I see a darkness" del 1999 che Bonnie "Prince" Billy esce allo scoperto in solitudine. E si fa per dire, in quanto sono numerose le collaborazioni con i vari Jason Molina, Mark Kozelek e Matt Sweeney, con il quale, nel 2005, collabora per realizzare "Superwolf", album particolarmente ben riuscito che unisce i due talenti in undici tracce.

Profondamente attaccato alle proprie radici, come dicevo poco fa, Will Oldham riesce ad esprimere tutta la sua delicatezza compositiva attraverso parole semplici, di chi sembra aver lavorato nei campi tutto il giorno e la sera abbraccia la chitarra per raccontare agli amici di quella terra, la sua.

Autore di dolcissime ballate (una su tutte "A minor place"), la sua voce è unica, inconfondibile e in questo ultimo lavoro si affianca a quella soffice di Ashley Webber, in un intreccio che scalda anche l'animo più cinico dell'ascoltatore più disattento.

"Lie Down In The Light" parla della famiglia, dell'amore per una ragazza e per la canzone in sé come strumento dell'anima: in "You remind me of something (the Glory goes)" dice "...you remind me of something, a song that I am and you sing me back into myself, when I wake, when I'm sleeping the song is a man and a woman and everything else".

Will Oldham trae ispirazione da ciò che gli è più caro e lo canta con raro trasporto, in una combinazione di versi che la parola "delicato" potrebbe non essere sufficiente per rendere l'idea.

I riferimenti alla famiglia sono numerosi, sin dal pezzo di apertura dell'album "Easy does it" a "Missing one" e se la title-track ci rapisce con i versi "...who's gonna hold my heart? who's gonna be my own own own? who's gonna know when all is dark that she is not alone?", il picco emotivamente più alto si ha all'ascolto di "You want that picture" e "What's missing is"

E' un album che viene voglia di sentire dal vivo, perchè Bonnie "Prince" Billy live è coinvolgente, le emozioni dello spettatore si amplificano ed esso entra totalmente nella provincia americana, quasi fosse a due passi da casa sua.

 

 

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Per ascoltare i brani

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Sara Reali



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