Torna Manuli, a dieci anni di distanza da “Girotondo, giro intorno al mondo"
Cineclub DETOUR
Via Urbana 47/a
0649450845
Dal 1997 in prima linea per sostenere il cinema d'essai, quello dei circuiti minori e delle realtà emergenti a Roma, il Detour è ormai un punto di riferimento per tutti quelli che non si accontentano della multisala all'angolo che propone sempre gli stessi film e puzza di pop-corn.
In una città dove non è semplice fare politiche di qualità, il Detour si è ormai costruito una solida fama grazie a programmazioni intelligenti e varie.
Abbiamo fatto qualche domanda a Sergio Ponzio, della direzione artistica.
Mi racconti in poche parole la storia della sala? Quando siete nati, chi siete...
Detour nasce nel 1997. eravamo tutti studenti universitari all'epoca. ci siamo improvvisati muratori, elettricisti, idraulici... e abbiamo rimesso a nuovo un'ex tipografia nel cuore del rione monti a roma. ci siamo costituiti come associazione culturale senza scopo di lucro e abbiamo dato il via all'attività di proiezione, organizzato rassegne, mostre di giovani artisti, concerti ed eventi legati al cinema, diventando ben presto un punto di riferimento per un cinema "altro" nella nostra città, con proposte che spaziano dal cinema d'autore alle cinematografie emergenti, dalla sperimentazione alla videoarte, dal cinema di genere al documentario. Ospitiamo e collaboriamo con altre associazioni che promuovono il cinema e la cultura. Abbiamo avviato inoltre attività di laboratori audiovisivi con cittadini diversamente abili e cooperative sociali. Non abbiamo alcun tipo di finanziamento pubblico o privato.
Nell’era della Tv e dei ‘blockbuster’ c’è ancora spazio per il grande cinema? C’è ancora una risposta di pubblico?
Sì, se si crea un evento intorno alla proiezione di un film, se si offre qualcosa di più: incontri, apparati critici, mostre, sonorizzazioni live, etc.. Una sala come la nostra invita a una forma di socialità che né la tv, né i blockbuster e nemmeno le multisale permettono.
A Parigi, per esempio, le sale “d’Essai” sono tante e spesso tutte piene. Qui il fenomeno sembra più di nicchia. Un problema di cultura, di visibilità, o di spazi?
Un problema culturale. Da noi prevale una cultura nazional-popolare di massa che schiaccia le forme culturali minoritarie. In Francia, ma anche in gran parte dei Paesi d'Europa, molteplici forme di cultura, anche quelle che noi consideriamo di nicchia, trovano diritto di cittadinanza, visibilità e perché no, anche mercato.
Qual’è stata la rassegna (o il singolo film...) che hai programmato che ti ha dato più soddisfazione?
"La porta sul Buio", nel lontano 1998, dedicata ai registi di horror e thriller italiani degli anni '60 e '70. Abbiamo anticipato "l'effetto Tarantino", quando ancora quasi nessuno si ricordava dei nostri grandi artigiani del cinema di genere.
Per una sala come la vostra è più importante sostenere le cinematografie emergenti, magari che non hanno visibilità, o permettere a tutti di vedere e rivedere il grande cinema del passato?
Entrambe gli aspetti mi sembrano fondamentali.
Qual’è stato il film che ti ha fatto innamorare del cinema?
2001 Odissea nello Spazio e Profondo Rosso, visti da bambino.
Miglior film dell’ultimo anno?
Lo scafandro e la farfalla, Cous Cous , La zona , REC
Noi di Crakweb vogliamo fare una battaglia per avere più film in originale sottotitolati. Possiamo contare su di voi?
Nella maniera più convinta...sì! la situazione in Italia è davvero imbarazzante. Per non parlare di come vengono storpiati i titoli dei film!
Programmi per il futuro?
Trovare un nuovo locale, perché tra un anno ci scade il contratto d'affitto e sappiamo già che non ci verrà rinnovato
Un saluto per i lettori di www.crakweb.it?
Vi saluto invitandovi a sostenere il cinema di qualità. boicottate la tv e il brutto cinema (soprattutto italiano, purtroppo) fatto come le fiction tv. Mi aggiungerò anch'io ai lettori di www.crakweb.it...
Nicola Ravera Rafele
06-11-2008