10-20 gen: Al Filmstudio con Robert Bresson

Dal 10 al 20 Gennaio 2009 il Filmstudio ripercorre la carriera del grande regista francese.

10-20 gen: Al Filmstudio con Robert Bresson

 

Filmstudio 80
V.degli Orti d'Alibert 1/c

06.45439775

Ingresso 5 euro

www.filmstudioroma.com

 

Mentre si avvia alla conclusione la bella rassegna sul cinema francese, chiusa il 9 Gennaio da un doppio appuntamento con Jean Luc Godard, il 10 Gennaio il Filmstudio, storica sala trasteverina, da spazio al cinema di Robert Bresson.

Ottima occasione per vedere i film di uno dei più grandi registi di tutti i tempi, maestro di un cinema fatto di intensità e silenzio, di compostezza e forza espressiva.

Putroppo non tutti i film sono in versione originale. 

Questo il programma dei primi giorni della rassegna, per ulteriori informazioni fate riferimento al sito web del Filmstudio.

 

Sabato 10, Domenica 11 e Lunedì 12 gennaio 2009

ore 16,30 e 18.30
LANCILLOTTO E GINEVRA (Lancelot Dulac) di R. Bresson
con Luc Simon, Laura Duke Condominas, Vladimir Antolek Oresek, Humbert Balson, Patrick Bernard (Francia/Italia, col., 90’, versione italiana)
Dopo due anni di ricerche del Santo Graal, costati molti morti, Lancillotto del Lago - il più valoroso dei Cavalieri della Tavola Rotonda - e i suoi superstiti compagni tornano sconfitti alla Corte di Re Artù. Convinto che il fallimento dell'impresa sia un castigo divino per la sua relazione con Ginevra, la moglie del re, Lancillotto tenta di spezzare quel peccaminoso legame, convincendo la giovane sovrana a rinunciare al suo amore…


ore 20.30 e 22.30
UN CONDANNATO A MORTE E’ FUGGITO (Un condamné à mort s’est échappé)
di Robert Bresson, dal racconto di André Devigny, pubblicato ne “Le Figaro Littéraire”.
Con François Leterrier, Charles Leclaince, Maurice Beerblock, Roland Monod, Jacques Ertaud (Francia 1956, b/n, durata: 95’)
Lione, 1943. Una macchina guidata da un SS trasporta alla prigione di Montluc i prigionieri francesi. Uno di loro, Fontaine, al quale ci si è dimenticati di mettere le manette, salta dalla macchina in movimento. Viene subito ripreso, percosso, incatenato e buttato mezzo morto in una cella. I capi di imputazione su Fontaine sono pesanti. Egli non si fa alcuna illusione sulla propria sorte. Tuttavia, piano piano riprende coraggio…


Martedì 13 e Mercoledì 14 gennaio 2009
 

ore 16,30 e 18.30
LA CONVERSA DI BELFORT (Les anges du peché) di R. Bresson
con Renée Faure, Jany Holt, Sylvie, Mila Parély
(Francia 1943, b/n, 97’, versone italiana)
La ricca e giovane Anne-Marie pensa di aver trovato la sua vocazione quando entra come novizia in un convento domenicano, specializzato nella riabilitazione di donne detenute. Qui Anne-Marie conosce Therese e la convince ad entrare in convento per redimere i suoi peccati. Ma Therese, che afferma di essere innocente, riesce ad uccidere l'uomo che ha commesso il crimine per il quale è stata ingiustamente punita. Al suo rientro in convento, Therese nasconde a tutti il suo segreto...


ore 20.30 e 22.30
IL PROCESSO DI GIOVANNA D’ARCO
(Procès à Jeanne d'Arc) di Rober Bresson, Dagli atti del processo.
Con : Florence Delay, Jean-Claude Fourneau, Rogere Honorat, Marc Jacquier, Richard Pratt
(Francia 1962, b/n, durata: 65’)
Il film alterna interrogatori in tribunale a scene nella cella di Giovanna: nessuna indicazione temporale, ma solo la successione dei capi d'accusa in sequenze brevi. Parallelamente gli uomini di chiesa (i giudici) e le autorità civili (il governatore inglese di Rouen) tramano i loro giochi di potere …
“Quando stavo preparando e, poi, giravo il film, non avevo soltanto la preoccupazione di ricreare Giovanna attraverso le sue stesse parole, ma avevo anche il problema di renderla attuale. Rimettere il passato al presente è il privilegio del cinematografo, a patto che esso rifugga dallo stile storico come dalla peste [...].Ho voluto che Giovanna d’Arco fosse un personaggio dell’oggi, ho voluto renderla attuale; il letto, i suoi scarponi appartengono alla nostra epoca, li ho introdotti deliberatamente, con il rischio di urtare [...]. Giovanna aveva quel senso della vita al quale non pensiamo abbastanza sovente. Essa ha sacrificato la vita al senso della vita”. (R: Besson)


Nella sala 2, fino al 14 gennaio, rimarrà in programmazione "I magi Randagi" di Sergio Citti. 

 


redazione crak!


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