Hamilton si avvia a vincere il mondiale F1

Ci sono piloti che li riconosci subito, hanno la grinta, la spregiudicatezza, il sangue freddo, la cattiveria, fino a volte a risultare antipatici come Schumacher o Raikkonen o bellissimi e mitici come Villeneuve e Senna. Ce ne sono altri che sembrano capitati per caso sui circuiti. È il caso di Barrichello, che è sempre sembrato un impiegato quarantenne (ora ne ha 36 di anni ma è quarantenne da sempre) infilato per errore in una monoposto, o di Robert Kubica, polacco di Cracovia, 24 anni a dicembre, con l’aspetto di un operaio di Solidarnosch, dinoccolato, alto (1,84m, circa 10cm più degli altri), lui nell’abitacolo sta stretto e a fine gara, quando si va al peso, arriva grondante di sudore mentre Lewis Hamilton brilla come Tony Curtis ne La grande corsa.
Eppure, Kubica è sempre tra i protagonisti. L’anno scorso, in un campionato intossicato da spionaggi e scorrettezze, si era fatto già notare, un pilota solido, di carattere tenace e, dopo i primi due GP, aveva portato a casa sempre punti (c’era stato già un podio, il 3° posto a Monza nel 2006, quando entrò a stagione iniziata in sostituzione di Jacques Villeneuve).
Un buon outsider, un piazzato, non guidando Ferrari o McLaren apparentemente escluso dai grandi giochi, certo, a guardarlo, non uno di quelli per cui batte il cuore o in grado di accendere passioni. Però, cresciuto agonisticamente in Italia, vive e si allena in Toscana e parla perfettamente italiano e questo aiuta a rendercelo simpatico, a sentirlo un po’ di casa.
E invece il buon Robert sta dimostrando la stoffa del campione e il suo piccolo ruolo da eroe se l’è guadagnato domenica proprio sulla pista canadese dove l’anno scorso fu coinvolto in un bruttissimo incidente. Certo sono dovuti uscire di gara i due favoriti, in un modo tra l’altro che ha del paradosso (un semaforo rosso! E poi, possibile che ci dovesse essere proprio Raikkonen davanti Hamilton? all’inglese dice bene anche quando dice male, vedi anche Montecarlo 2008 e vari episodi del 2007), però Robert era lì e non è uno che si sposta.
Così ha ottenuto il primo gradino del podio ma soprattutto il primo posto nel mondiale piloti. Sarà un fatto episodico, un intermezzo momentaneo, naturalmente ci auguriamo che la sfida torni quella tra la Ferrari e l’inevitabile McLaren, ma il suo piedino di terzo incomodo Robert l’ha messo (e con lui la BMW dato che Heidfeld è arrivato secondo) e ora bisogna che siano gli altri a toglierlo.
Maddalena Libertini
11-06-2008
Crak si interroga sulla storia del tennis: a chi lo scettro del migliore?
Piove in Inghilterra sul team Ferrari. Vince Hamilton in casa.