Interviste Arte: Diego Tolomelli (IKO)

La pittura su vetro da sempre rimanda all'arte sacra, ma IKO la usa per raccontare l'erotismo omossessule. Crak! lo ha intervistato.

Interviste Arte: Diego Tolomelli (IKO)


Roma nasconde dei tesori.
Nonostante “l’ istituzionalismo” dell’ arte e  lo sguardo rivolto alla bellezza totale ma remota; la Capitale offre rifugio anche ad artisti di respiro internazionale con un linguaggio espressivo forte, profondamente nuovo - oltre il contemporaneo.
Uno dei tesori nascosti di questa città è Diego Tolomelli in arte IKO, un giovane e già affermato artista del vetro che dona il pregio dell’ arte ad una tecnica spesso relegata – nell’ immaginario collettivo - all’ artigianato o ai contesti ecclesiastici.
Diego Tolomelli oltre ad aver realizzato vetrate per commissioni di prestigio a livello internazionale porta avanti un progetto artistico unico che è quasi una missione: rappresentare tramite le vetrate l’erotismo omosessuale.
I soggetti sono ragazzi con i corpi tesi di desiderio che mostrano la virilità doppia, la carnalità e la dolcezza e sono curati nei minimi dettagli: tatuaggi, accessori sadomaso, le linee decise dei muscoli.
La tecnica che IKO utilizza è rara e preziosa: il mosaico di vetri legati a piombo con pittura a grisaglia cotta al forno.
Un mezzo artistico comunemente vicino all’ iconografia sacra per mostrare la sacralità e anche la naturalezza del desiderio sessuale.
Materia, messaggio e tradizione estetica si fondono nel vetro e nei colori luminescenti.
La luce generata dalle vetrate è un caleidoscopio di colori diffusi che avvolgono di luce caravaggesca e contaminano l’ambiente tutto intorno.
Nella foto una delle vetrate che mi colpì di più alla sua personale HOT GLASS presentata a Marzo al Circolo di cultura Omosessuale  Mario Mieli: San Sebastiano vittima sensuale - legato e trafitto dalle frecce (che rimanda al bellissimo film sul santo realizzato dal regista inglese Derek Jarman) .

Per conoscere meglio un opera artistica si deve anche un po’ conoscere l’artista.
Ecco alcune domande per Diego Tolomelli non solo sul suo lavoro ma anche sul suo spirito cosmopolita (ha vissuto e lavorato in Inghilterra e in Africa realizzando progetti istituzionali di grande valore ), il suo impegno sociale (è stato attivista per Greenpeace ed è un attivista della scena Queer romana) e il suo rapporto con la religione..


1.    Pavia , Londra e poi Roma passando per l’ Africa. Quanto e in che modo questi luoghi opposti hanno influito sulla tua arte? Sai farci una panoramica sulla condizione e sulle possibilità per un artista rispetto ad ognuno di questi luoghi non solo fisici ma anche concettuali..

I luoghi che nomini, li ho attraversati in età e per motivi completamente diversi. Ognuno di loro ha lasciato un
segno nella mia vita, mi ha trasformato e ha fatto si che mettessi in gioco delle capacità diverse.
Penso che queste forti esperienze di vita hanno aiutato a irrobustire la mia personalità trasmettendomi la voglia di sperimentarmi in maniera libera dai pregiudizi degli altri.
Sul campo artistico ovviamente questi luoghi hanno influenzato la mia arte, la mia cultura di base Italiana,
legata agli immaginari perfetti e classici del rinascimento e l'Inghilterra gotica ma nello stesso tempo aperta a nuove tendenze mi ha dato la possibilità di crescere tecnicamente e professionalmente.


2.    Essere un artista (nel senso vasto del termine) e decidere di restare in Italia, paese che guarda alla sua storia e poco al suo futuro, è un impresa eroica. Molti i creativi che fuggono.. quasi un esodo artico. Tu invece sei tornato. Perché questa scelta?

Beh, sono tornato perché avevo voglia di quelle cose che ti fanno nostalgia quando sei fuori, il sole, il buon cibo, un aperitivo all'aperto... ma di sicuro non potrei farlo se dovessi vivere d'arte nel mercato italiano, le mie
committenze e specialmente quelle erotiche sono tutte estere.

3.    L’arte è un spinta interiore ed è anche l’incontro di esperienze e influenze differenti, non solo legate al proprio mezzo espressivo. Quali sono stati i tuoi riferimenti - non solo nel campo dell’arte del vetro- ma anche della musica, del cinema, della letteratura e delle arti visive in genere?

Penso di essere una persona abbastanza complicata i miei gusti di solito non coincidono con quelli della massa.
Nella vetrata artistica certo sarebbe facile indicare influenze e tendenze che mi hanno segnato in questi anni, nel campo dell'arte in generale questa è una cosa un po' più complicata, faccio molto caso ai contenuti, ricerco cose che mi danno emozioni , che mi facciano pensare e nello stesso tempo confrontare con le mie idee.
Se dovessi nominare degli artisti musicali di certo non mancherebbero, Paolo Conte, Suzanne Vega, De Andrè, neifilm forse “Nightmare before Christmas”, “Goodbye Lenin”, nelle animazioni di certo “la principessa
Mononoke” e un romanzo che mi ha di certo segnato è “Momo” di Michael Ende.

4.    Oltre ad essere un artista sei stato un attivista per Greenpeace e fai parte della scena Queer romana. L’arte può essere un mezzo per comunicare un ideologia? E quanto l’ideologia condiziona il tuo lavoro?

L'impegno politico è la responsabilità di cambiare o di cercare di cambiare le cose che non ci piacciono in questa società. Lamentarsi e rimanere immobili non genera solo frustrazioni ma anche disistima di sé. L'ecologismo e la politica sul genere non sono vere e proprie ideologie ma sono invece percorsi collettivi che si riferiscono alla consapevolezza del mondo che ci circonda.
Con queste nuove vetrate non faccio altro che proporre un immaginario diverso da quello proposto dal sistema, il mondo è pieno di  finti immaginari perfetti che ci vengono proposti intelligentemente e con scopi ben specifici.

5.    Le vetrate, un richiamo assoluto alla chiesa...ma anche i corpi tesi di desiderio, la forza e la carnalità dei sensi, l’ amore allo specchio. .un contrasto duro e meraviglioso. Com’è nata l’idea di accostare questi mondi così distanti?  E qual’è il tuo rapporto con la chiesa (domandone)?

Nei miei anni di lavoro nel campo della vetrata artistica ho avuto la possibilità di conoscere quest'arte nelle sue varie sfumature.
Sono venuto così a conoscere la vetrata ne più e ne meno come un medium dell'arte e così sono riuscito ad
utilizzarlo per rappresentare il mio immaginario.
Penso sia un errore considerare la vetrata artistica come proprietà della chiesa, nella storia della vetrata abbiamo molti esempi di vetrate profane per uso in abitazioni,ville, castelli e anche spazi pubblici.
Non ho rapporti con la chiesa e con le altre religioni, anche se sono stato cresciuto con un educazione prettamente cattolica ho avuto fin da giovane un approccio molto critico con questa religione e con la sua volontà di imporsi su
chi la pensa diversamente.

Per scoprirne di più:

www.ikostudio.it
http://www.ikostudio.it/erotic/ita/erotic.html 

 

IKO STUDIO
via Gabrio Serbelloni 54 Tor Pignattara Roma

Diego Tolomelli, IKO.


Biografia artistica:

Nato a Pavia , Diego Tolomelli si trasferisce nel 1998 in Inghilterra .
Tra i tanti progetti di prestigio realizza otto vetrate per il parlamento inglese (palazzo  Westminster) in occasione del nuovo millennio  rappresentanti 1000 anni di storia del Regno Unito e il restauro della collezione privata vetrate medievali  Sam Fogg con relativa mostra nel centro di Londra.
Dopo sette anni di permanenza in Inghilterra torna  in Italia e realizza per lo studio Giuliani  le vetrate per la cattedrale di Abuja capitale della Nigeria,  in questa occasione si reca in Africa esperienza che rimarrà nel suo cuore.
Nel 2007 inizia la sua avventura romana, apre lo studio-atelier IKO STUDIO in via Gabrio Serbelloni 54 Tor Pignattara .


Mostre:   
Hearts of glass Phagoff
hot glass-erotismo in trasparenza Circolo di cultura
omosessuale Mario Mieli

 

Giulia Anania




09-07-2008

Camera con vista

Camera con vista

Vedute e visioni dal Colosseo al Gazometro
Fino al 20 Maggio

Bianca Maria Sarno - Primavera

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Fino al 25 Marzo
Creativeroom Art Gallery
Via T. Campanella 36

12 Marzo, Liquid Light -Petulia Mattioli

12 Marzo, Liquid Light -Petulia Mattioli

Galleria Giulia, Via della Barchetta 13.
Vernissage con spoken word di Raiz.

Unione tra Arte e Progresso

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Fino al 4 Marzo
Simone Vinciarelli e Patrizio Piastra
Faenas Cafè

Creativeroom - Gianluca Cavallo

Creativeroom - Gianluca Cavallo

Fino al 7 Marzo
Via Tommaso Campanella, 36
Tel 06 39728186
Fax 06 39728187

Dorothy Circus Gallery

Dorothy Circus Gallery

Via Nuoro, 17
Tel 06 7021179 • 06 70161256
Fax 06 70391661