Intervista Musica: The Notwist

La band bavarese è tornata dopo sei anni con un raffinato album dalle molte sfumature. Martin Gretschmann ce ne ha raccontato le genesi

Intervista Musica: The Notwist
 

Il quartetto bavarese ebbe la sua fetta di celebrità agli albori del 2000 quando il loro "Neon Golden", e soprattutto il singolo "Pilot", ottenne un successo incredibile dando al gruppo una visbilità internazionale come mai prima fino ad allora.
Ma questi artisti non erano all'epoca di primo pelo infatti i Notwist esistevano sin dai primi '90 proponendo un suono più legnoso e post punk che solo con la fine del vecchio millenio ha smorzato la sua furia per composizioni più raffinate e new wave.

 

Ma non solo poiché i fratelli Acher (Markus e Michael), Martin Gretschmann, Mecki Messerschmidt, hanno elaborato nel corso degli ultimi venti anni numerosi gruppi paralleli dallo stile e generi diversi, alcuni dei quali ancora in piedi.
La lista comprende: Lali Puna (elettro pop), Tied & Tickled Trio (elettro jazz pspeerimentale), Mrs. John Soda (indie wave pop), Console (elettronica minimale melodica), Village Of Savoonga (Post Punk sperimentale), Potawatomi (avant noise) e molto altro ancora.

 

Da ciò si evince che tutto il tempo trascorso tra la produzione di "Neon Golden" e questo ritorno non ha significato crisi creativa dei musicisti bensì pari interesse anche per gli altri nomi che hanno continuato a sfornare eccellenti dischi supportati poi dai necessari live.

 

"The Devil You+Me" (City Slang/Coop) è un lavoro meno immediato, o meglio, rivela tutto il suo valore solo con ripetuti ascolti in cuffia.
Inizialmente le canzoni appaiono come delle lente ballate melodico pop che alla lunga risultano anche un pò tediose, ma questo è solo un giudizio affrettato.
Infatti già dalla seconda volta si percepisce come ci siano ulteriori valori aggiunti nelle pieghe di ogni singola composizione sia per quel che riguarda l'arrangiamento che per la ricchezza di suoni che calano sempre più il velo su di loro.

 

Martin Gretschmann (attivo anche come Console) è il nostro interlocutore che ci guida tra le più recenti evoluzioni del gruppo e del suo album la cui recensione si può leggere cliccando QUI.

 

Come mai è trascorso tutto questo tempo dall'uscita di "Neon Golden", disco di grande successo?

Semplicemente perché noi suoniamo anche in  molte altre bands differenti che hanno eguale, se non maggiore, importanza rispetto ai Notwist. Dopo "Neon Golden" abbiamo fatto un pò di concerti di supporto al disco ed in seguito ci siamo concentrati su tutti gli altri progetti paralleli altrettanto impegnativi. Solo negli ultimi tempi siamo riusciti a concentrarci di nuovo su questo gruppo scrivendo nuovi brani.

 

Quindi non vi è proprio interessato cavalcare l'onda di quel inatteso successo accellerando la produzione di qualcosa di nuovo?

Non abbiamo voluto relazionarci con qualsiasi tipo di pressione discografica nel dare seguito rapidamente a quel disco. L'unica pressione costante è quella che viene da noi affinché qualsiasi cosa incidiamo riesca nel migliore dei modi così da renderci pienamente soddisfatti.

 

Per quell'album raccontaste che ci metteste poco tempo a registrarlo, qui invece c'è stato un lavoro più lungo e complesso?

"Neon Golden" prese tempo solo in fase di editing finale mentre al nuovo cd vi abbiamo lavorato sopra per ben due anni.

 

Come mai è stato necessario questo periodo più lungo?

Con tutti i nostri impegni ci riuscivamo ad incontrarci in studio solo per una settimana al mese e nel restante tempo ognuno di noi ascoltava  continuamente i singoli passaggi di ciascun brano per rifinirli al meglio.

Abbiamo curato con molta severità i suoni e gli arrangiamenti e questo ha richiesto un lungo processo.

 

Ad un primo ascolto l'album non rivela tutte le sue potenzialità mentre tornandoci successivamente si fa apprezzare per tante particolarità. E' stata un'intenzione voluta?

Inizialmente abbiamo gettato una base concreta di come dovessero essere le canzoni del disco, e poi abbiamo concentrato l'attenzione in maniera meticolosa su tutte le varie sfumature. Quando ci si approccia per la prima volta a "The Devil you+me" si intuisce che è un disco pop, ma con successivi ascolti si percepiscono anche elementi sfuggiti precedentemente rendendolo così un album che offre sempre nuove sorprese. Questa è la maggiore differenza con "Neon Golden" che è molto meno dettagliato.

 

I testi vivono di contrasti tra vita e morte, gioia e dolore. Quale è il tema che avete voluto sviluppare e da cosa è ispirato?

Sono tutte storie accadute personalmente e che ci hanno guidato nella stesura delle parole. Ci sono stati momenti difficili come incidenti e perdite che abbiamo voluto espiare raccontandoli, ma sono presenti anche avvenimenti positivi che ugualmente hanno trovato spazio nelle liriche.

 

Nonostante tutto questo tempo c'è un pubblico che attendeva il vostro ritorno ed ora è ben felice di ascoltarvi nuovamente. C'è stato un costante legame con i vostri fans in questo periodo nonostante l'assenza dalle scene?
Avendo noi tanti gruppi, chi ha amato i Notwist ha poi seguito anche i concerti ed i dischi delle altre formazioni. Ma non abbiamo un contatto verbale e virtuale con il pubblico ad esempio attraverso newsletter o siti internet.

 

Dieci e più anni fa in molti sono rimasti affascinati da tutto il nuovo che veniva dalla Germania, dall'indie all'elettronica e sembrava esserci un fermento incredibile dalle vostre parti. Ora tutte le uscite tedesche sono diventate norma ed è meno hype. Le produzioni dalle vostre parti sono innovative, come apparve allora, o tutto è diventato più standard?

Penso che ci sono ancora progetti interessanti che si stanno sviluppando da noi ma in verità al momento non ne sono così interessato perché hanno dei suoni che non si avvicinano al mio gusto, non riescono a trasportarmi.

 

Agli occhi di noi italiani il vostro paese sta avendo una crescita incredibile. Quale è la tua opinione a riguardo, vivendo il tutto dall'interno?

Per noi tedeschi il punto di vista è decisamente più critico perché se da una parte il paese sta crescendo, ugualmente stanno accadendo fatti molto brutti come il dilagare della corruzione, persone ricche che diventano sempre più opulente mentre chi già si sosteneva a fatica ora è sempre più povero.

 

Ci sono degli ascolti che vi hanno ispirato per questo disco?

Folk music dei tardi '60, gospel, nuovi cantautori  dall'approccio sperimentale come Grizzly Bear, minimal techno.

 

Sito Ufficiale

 

Ascolta i brani su
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Gianluca Polverari


18-06-2008

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