Vedute e visioni dal Colosseo al Gazometro
Fino al 20 Maggio

Si parte! Inizio da qui - per chi avrà voglia e tempo di seguirla - una piccola inchiesta sulla street art, che non è proprio arte di strada (l’indimenticato Micio avrebbe detto che è una parola un po’ intraducibile…) quanto per la strada, nel senso che è un’arte “in giro”, in piazzetta, sotto casa, dove vuoi, “robba tua”.
L’idea è quella di sbirciare nel mondo degli street artists attraverso i loro occhi, le loro mani, le loro sensibilità individuali. Ognuno è diverso, ognuno la fa, la vede e la vive in modo del tutto personale. Certo che se ne potevano fare di “inchieste”, ma perché proprio la street art? Quali sono le ragioni che ci fanno decidere di partire da qui? Perché la street art è un punto di partenza? Ne voglio dire un po’!
-Perché sono romano e questa è la mia città
-Perché la street art fa delle superfici il proprio contenuto
-Perché si riprende la città e la restituisce a chi la vuole viva e colorata
-Perché chi la fa, la fa perché “si sta creando addosso”
-Perché è fuori dalla scena, gloriosamente oscena
-Perché, cazzo….è punk!
-Perché ti sorprende per strada come uno scippo
-Perché fa incazzare i grandi
-Perché “i muri bianchi non fanno pensare”
Quello che da qui comincia non è né un viaggio né una panoramica né una retrospettiva che fa tanto cool. Piuttosto è – almeno lo vorrebbe – un giro in moto, un’uscita in barca, una passeggiata aperta al pubblico. Ci proponiamo, insieme a chi di voi vorrà darci nuovi spunti e idee, di perderci nei colori nuovi della nostra città.
Allora, chiaccchieriamo con Lucamaleonte....
Quando e come ti sei accorto che volevi disegnare?
In realtà non c’è stato un momento in cui me ne sono accorto, da che ho memoria non c’è mai stato un solo attimo in cui io abbia smesso di farlo praticamente. Questo ha costituito nel tempo un serio problema, i miei quaderni di scuola spesso contenevano più disegni che appunti, e un po’ la mia carriera scolastica ne ha influito, con grandissime incazzature da parte dei miei insegnanti ovviamente. Fortunatamente sono cresciuto in una famiglia che mi ha sempre spinto a coltivare le mie passioni, il disegno soprattutto, e non mi ha mai impedito di esprimermi in questo senso. Ho iniziato a disegnare probabilmente prima di imparare a parlare.
Se non avessi fatto l'artista ci sarebbe stato qualcos'altro, un altro lavoro che ti sarebbe piaciuto fare, che ti "chiamava"?
Innanzitutto c’è da chiarire un punto, non penso di fare l’artista al momento, ne di esserlo. Seguo solo l’istinto, che mi dice di mettere il disegno e la pittura prima di tutto, non sta a me dire se sono un artista o no, francamente non penso di esserlo, forse non lo sarò mai. Io faccio il restauratore di dipinti come mestiere e nella vita sono un pittore. Purtroppo ho la consapevolezza che di pittura non si vive, a meno che non si arrivi a dei livelli abbastanza alti di notorietà, quindi ho cercato di trovare un lavoro che mi permettesse di vivere a contatto con l’arte, ma di poterla osservare da dietro le quinte, per scoprirne i segreti e poterli riutilizzare in quello che faccio.
Perché l'arte "per strada"? C'è un senso profondo o politico, o è solo divertimento?
Esprimersi attraverso la strada è solo un veicolo in più per mostrare le proprie cose, in questo caso, a tutte le persone abbastanza attente per notarle. Non c’è nessun messaggio profondo, ne politico, ci sono io che faccio quello che mi viene da fare, fare cose in giro è divertente e stimolante, girare per roma e vedere le tue cose a distanza di tempo è una bella sensazione, la stessa bella sensazione che spero di lasciare a chi trova le mie cose sui muri. Raramente voglio lasciare un messaggio se non di mostrare quello che sono realmente, molto spesso faccio cose esclusivamente per goderne l’estetica. Ultimamente sto cercando di realizzare un po’ di idee che credo possano far sorridere, e la cosa mi diverte molto.
La street art nelle gallerie d'arte si chiama ancora street art o è semplicemente arte?
Non lo so. Che cos’è la street art?...Dimmelo tu
No, non te lo dico: dimmi tu invece, che ruolo ha avuto Roma nel tuo percorso?
E' una città che si presta ad essere "stencilata" e dipinta?Come sta cambiando per il mondo che ti riguarda? Roma è la scintilla che fa partire le mie idee. Giro con il motorino per la città e mi segno mentalmente i posti dove vorrei creare qualcosa, ci penso un po’ e decido cosa andarci a fare. Al momento credo di avere un elenco di almeno una ventina di posti sui quali intervenire, spero di poterlo fare presto, è un po’ di tempo che non esco con qualcosa di nuovo, ed ho in mente cose abbastanza innovative per il futuro, idee che reputo molto buone e che non vedo l’ora di realizzare. Ovviamente alcuni posti si prestano di più, alcuni quartieri sono difficili, bisogna adattare l’intervento a seconda del tipo di muro e del tipo di persone che lo frequentando, secondo me, cambiando media e dimensioni, cercando di rimanere se stessi, probabilmente se fossi vissuto da un’altra parte farei cose totalmente diverse. È una città però che trovo molto difficile dipingere nei miei quadri. Per quanto riguarda i cambiamenti in atto nella città, ultimamente ne vedo pochi. Stiamo vivendo finalmente un bel ritorno del writing, anche qualitativamente parlando, per quanto riguarda il resto non ti saprei dire, siamo sempre pochi a proporre cose di qualità, tanti si riciclano dal writing e si mettono a dipingere, forse perché adesso è un po’ un trend generale, non so, la cosa un po’ mi confonde. In ogni caso la città offre molti spunti, ma all’estero saprebbero sfruttarli molto meglio.
Spesso nella Street art si utilizzano icone pop e riferimenti al mondo contemporaneo, tu rielabori molta arte classica. Hai perfino "stencilato" il gruppo del Lacoonte ed alcune incisioni di Gustavo Doré. E' un modo per distinguerti dagli altri o un esigenza particolare....insomma, c'è una ragione per cui lo fai?
È quello che sono. L’arte classica fa parte del mio bagaglio culturale tanto quanto ne fanno parte le icone pop contemporanee. Ho un buon rapporto con l’antico, credo che sia necessario conoscerlo, sia per poterlo superare con quello che si fa, sia per trarne beneficio nel tuo lavoro. È importante conoscere la storia dell’arte, tanto antica quanto contemporanea, per capire cosa stai facendo, per tenere la cresta bassa e per provare a fare cose innovative.
Il sogno proibito: una zona, un muro o uno scorcio di Roma che vorresti dipingere
Non te lo dico, finché non ci vado sono posti segreti!
Chi è che non tolleri proprio?
Sarebbero troppi, sorvoliamo..
L'artista o gli artisti di riferimento?
Sono troppi anche questi, ma ti dico i primi dieci che mi vengono in mente. Sten, Lex prima di tutto, oltre che artisti, sono la mia famiglia, Bosch, Andrea Pazienza, Caravaggio, Jenny Saville, Canova, Andres Serrano, Mike Giant, JR.
Sto cambiando casa, me lo fai un lavoro sulla parete del salotto?
Appena ho un po’ tempo ne possiamo parlare!...
Va bè, per ora mi accontento della città, per il salotto ne parleremo!
Daniele Cortese
29-02-2008
Galleria Giulia, Via della Barchetta 13.
Vernissage con spoken word di Raiz.
Fino al 7 Marzo
Via Tommaso Campanella, 36
Tel 06 39728186
Fax 06 39728187