Glasvegas in concerto
12 Maggio 2009
Magazzini Generali - Milano
Voto: 6.5

Maximo Park live
il 28 febbraio 2009
allo Zion Club
di Conegliano Veneto (Tv)
Voto: 6
Prima di questo concerto ritenevo i Maxïmo Park uno dei pochi gruppi della scena rock attuale che dal vivo valgono quanto su disco, ma stasera non mi sono piaciuti molto e qualcosa è sicuramente mancato.
Ricordo ancora la loro esibizione di oltre tre anni fa al New Age dove i Nostri convinsero e divertirono i presenti con la loro miscela di rock tipicamente british che ripesca dai vecchi Jam e Wire, rivisti però in chiave moderna.
Anche all’Oxegen Festival di Dublino, dove li vidi nell’estate del 2007, mi entusiasmarono e furono senza alcun dubbio uno dei gruppi più interessanti, anche se le band che suonarono meglio in quell’occasione furono Muse e Queens Of The Stone Age, ma soprattutto Interpol e Black Rebel Motorcycle Club.
Dei Maxïmo, che suonarono nel secondo palco, denominato NME Stage, ricordo oltre alla loro coinvolgente performance, che fu bellissima soprattutto nelle fasi iniziali, la frase di Paul Smith, il cantante, il quale ci ringraziava per non essere andati a sentire gli Scissors Sisters, i quali si esibivano contemporaneamente nel palco principale, con il gayissimo frontman che si spogliò nudo nel corso del concerto mettendo in mostra le sue misere parti intime.
Tornando al concerto di stasera, devo dire che mi ha deluso parecchio, anche se forse chi ha avuto la fortuna di essere nelle prime file si è divertito di più perché lì molto probabilmente si sentiva meglio.
Lo Zion, con capienza di 700 posti, era infatti praticamente strapieno, come si poteva intuire dalla difficoltà di trovare parcheggio lì vicino, nella zona industriale di Conegliano.
Ad aprire la serata sono stati i Valerian Swing, un trio di Correggio che suona un gradevole rock arrabbiato con repentini cambi di tempo, di gran lunga più interessante di quello che fa ultimamente il loro ben più noto e sopravvalutatissimo compaesano.
Il loro set si conclude alle 22.15, alle 22.51 si accendono le luci e due minuti dopo fanno il loro ingresso gli attesi headliner della serata.
Paul Smith indossa la tipica bombetta nera e presenta la propria band urlando “Noi siamo Maximo Park….Ciao!”, dopo aver esordito con "The Kids Are Sick Again", nuovo brano del terzo disco, intitolato "Quicken The Heart", in uscita a maggio.
Subito si nota che i volumi dei suoni sono troppo bassi, inizialmente pure la voce si sente poco, ma il pezzo è comunque bello.
Con "Our Velocity" le cose sembrano andare un pochino meglio, Paul balla ed inizia addirittura a ruotare l’asta del microfono, ma non tutti rimangono più di tanto coinvolti perchè il missaggio resterà tutt’altro che ottimale per tutto il live.
In particolare ad essere penalizzati sono il suono del basso e della chitarra, che a volte sembrano quasi impercettibili, mentre il volume del cantante viene alzato, anche se tardivamente. Il frontman continua ad agitarsi e a dare spettacolo con "Kiss You Better", che introduce come “canzone vecchia” (“There are old and new songs. This is an old one”), ma non è supportato dalla band, che non è in gran serata.
Dopo altri due brani arriva la bellissima "Books From Boxes", la traccia migliore del loro secondo disco, "Our Earthly Pleasures", che finalmente scalda il pubblico. Da questo pezzo in poi in effetti gli applausi si fanno più convinti.
Il frontman si toglie la giacca ed il cappello nero per essere più comodo e cantare la nuova "Let’s Get Clynical", settima canzone in scaletta, davvero vibrante e piacevole.
A questo punto Paul loda le bellezze dell’Italia ed in particolare ci fa i complimenti per la nostra cucina: "Going Missing", uno dei pezzi più riusciti del primo disco, "A Certain Trigger", a detta dello stesso cantante, è dedicata infatti al buon cibo.
Anche in questo caso però sembra mancare qualcosa perchè non tutti gli strumenti si sentono bene.
Sono le 23.20, siamo a metà concerto e c’è spazio per un altro inedito, "Tanned", che non mi colpisce favorevolmente.
Dopo "Limassol" viene eseguita un’altra canzone nuova, "Questing not Coasting", con l’inizio praticamente identico a "Kiss You Better", traccia conclusiva del primo album, "A Certain Trigger".
"Signal and Sign" riporta un po’ in quota il concerto, ed è a mio avviso il brano riuscito meglio. Dopo un altro inedito, la fracassona "Overland, West of Suez", che ha un inizio davvero bello, Paul ricomincia a parlare, presentando alla sua destra il tastierista Lukas Wooller, il quale è sudatissimo ed è rimasto in maglietta come lui. Scherzando il frontman ci dice che il suo collega si spoglierà per noi, ma per fortuna ciò non avviene.
Con "Girls Who Play Guitars" e "Graffiti", che chiudono la prima parte del set, c’è una bella sferzata rock, molto gradita dal pubblico.
A proposito di questo, noto che l’ età media dei presenti è poco sopra i 30 anni, più alta del previsto (non mancano infatti le teste pelate).
I più giovani invece sono nelle prime file e si scatenano come da prassi nei concerti. Ci sono anche alcuni che omaggiano il cantante portando qualche cappello o copricapo strampalato e c’è anche una sparuta minoranza di fan inglesi.
E’ mezzanotte meno un quarto, e qualcuno inizia a lamentarsi temendo che i suoi sedici euro siano stati spesi solo per un’ora di musica dal vivo. La band, come da copione, torna on stage in 5 minuti e, dopo "That Beating" e "Nosebleed", chiude il concerto a mezzanotte in punto, con uno dei suoi cavalli di battaglia, la bellissima "Apply Some Pressure".
Il gruppo stasera ha pescato soprattutto dall’esordio, davvero entusiasmante, datato 2005, e poco dal secondo album, "Our Earthly Pleasures", gradevole e con atmosfere più rilassate, che però non ne ha ripetuto il successo in termini di qualità e di vendite.
Riguardo alle nuovi canzoni, alcune sembrano davvero belle, altre francamente bruttine, comunque il suono del terzo disco, come ha rivelato Paul Smith a NME e come si è potuto notare, prevede un leggero cambiamento nel sound con le tastiere in maggior in evidenza, rimanendo però sempre rockeggiante e ballabile.
La loro nuova opera discografica, che si intitola come detto "Quicken The Heart", è composta da 12 canzoni ed ha visto la collaborazione a Los Angeles con il producer Nick Launay, già al lavoro con Talking Heads, Yeah Yeah Yeahs Supergrass e Nick Cave.
Il disco conterrà una speciale edizione con un dvd-filmato della durata di un’ora ed un quarto con al suo interno live footage e backstage ricavato dalla data inglese che il gruppo terrà a maggio alla Arena di Newcastle, città dalla quale provengono.
Resta l’amaro in bocca perché il gruppo dal vivo vale, ma l’acustica stasera non era all’altezza ed il posto troppo affollato. Poi la mancanza di gemme come la stupenda "The Coast is Always Changing", "I Want You to Stay" e "Once a Glimpse" ha lasciato delusi alcuni fan, anche se almeno una buona metà del pubblico è rimasta soddisfatta ed ha applaudito spesso dimostrando di aver gradito il concerto.
SETLIST
Paolo Agnoletto
03-03-2009
Glasvegas in concerto
12 Maggio 2009
Magazzini Generali - Milano
Voto: 6.5
Auditorium Parco Della Musica, Sala Petrassi - Roma
16 Aprile 2009
Voto: 7,5