Glasvegas in concerto
12 Maggio 2009
Magazzini Generali - Milano
Voto: 6.5

“Dig Lazarus Dig”
(Mute/Emi)
Voto: 7
Musicisti: Nick Cave, Warren Ellis, Martin Casey, Jim Sclavunos, Mick Harvey, Thomas Wydler, James Johnston
Produttori: Nick Cave & The Bad Seeds, Nick Launay
Il “Re inchiostro” sembra aver trovato un anno e mezzo fa il siero di una seconda giovinezza più esagitata.
Qualche scossone lo si intravedeva nel suo precedente album “Abbatoir Blues”, ma soprattutto si è evidenziato agli albori del 2007 nel suo progetto parallelo Grinderman, condiviso con alcuni membri dei suoi Bad Seeds quali Warren Ellis (già nei Dirty Three), Martyn Casey ( ex The Triffids) e Jim Sclavunos (ex Cramps).
In quel disco il baffuto e stempiato artista australiano ha imbracciato la chitarra ed ha acceso il pedale della distorsione dando vita a furenti note ben assecondate dai suoi compagni d’avventura.
Un approccio secco, scarno ed aperto anche all’improvvisazione in sala che ha avuto soprattutto il merito di dare nuova fiducia a chi del musicista apprezzava, oltre al lato noir decadente e da romantica ballata, anche le sue allucinate esperienze remote, dai micidiali Birthday Party ai primi lavori in solo.
Cosa aspettarsi però dalla ormai consolidata carriera ufficiale?
Presto detto!
“Dig Lazarus Dig” riprende la lezione sporca e briosa di Grinderman ma la ripulisce degli eccessi rumoristici.
L’album è dinamico, ma questa scelta più selvaggia viene ottenuta con un lavoro acustico.
Lo stesso Cave ha richiesto ai suoi fidi compagni di dare il massimo del sudore senza però spendere in eccessiva corrente, tutta la forza ed energia deve venire dai propri muscoli e non da effetti di pedali di qualche marchingegno digitale.
Con questa filosofia di scrittura ed arrangiamento, l’intera formazione compone undici nuove canzoni in cui i protagonisti, nati dalla penna di Cave, sono costantemente dei santi pazzi, prostitute, personaggi presi dal mito o dalla storia e trasportati nella cupa e difficile quotidinità dei giorni nostri.
Intorno si dipana un accesso blues gospel rock, qualche ballata noir, un pop ironico e sempre di classe.
Ora come non mai infatti sembra emergere nell’artista la voglia di prendersi un pò in giro con ironia, sapendo che proprio solo lui può farlo e nessun altro. La sua è un’eleganza che emerge nel rumore, nella struggente canzone, nella murder ballad, disarmando anche chi vorrebbe criticarlo a tutti i costi.
Ed allora è lo stesso Cave a ballare sardonico e gigionesco nel video della title track, ad accettare una copertina dai colori “Hollywoodiani” e a raccontare costantemente del suo serio lavoro d’ufficio dalle 9 alle 17 in cui, invece di sbrigare pratiche e rispondere a telefonate, scrive e rifinisce le sue canzoni senza privarsi di gustare il classico thè del pomeriggio.
Lazzaro è un risorto, Cave è un sopravvissuto del rock con i suoi eccessi tossici, ed è in una forma smagliante.
Gianluca Polverari
23-02-2008
NICK CAVE & THE BAD SEEDS "DIG LAZARUS DIG"
Glasvegas in concerto
12 Maggio 2009
Magazzini Generali - Milano
Voto: 6.5
Auditorium Parco Della Musica, Sala Petrassi - Roma
16 Aprile 2009
Voto: 7,5