Il musicista israeliano ci racconta la multiculturalità del suo "Project".

Cominceremo da Paperoga, perché se da qualche parte si deve pur incominciare, noi di Crak! Lo faremo da lui.
Se Pippo pippa, Paperoga si droga, questo è evidente. Qualcuno ha pure pensato che fosse gay: un altro qualcuno (della Disney Italia, ovviamente) ha pensato di fugare i dubbi sui suoi gusti sessuali affiancandogli Gloria, una papera con occhiali a piotta, capelli scarmigliati tenuti da una fascetta da tennista; non avesse avuto il becco (non ce l’ha manco Povia, ma questo è un altro discorso ancora) ci avrebbe ricordato Yoko Ono, e questo – decisamente – non fuga dubbi. Casomai li rende più complicati. C’è da dire che – per quanto cozza – è molto meno troia di Paperina: infatti non si fila né Paperino, né Gastone, ma ha un suo interesse solo per il terzo cugino. Cose che all’Olgiata o al Fleming non succedono. Quando Pippo passa a Paperopoli, va a prendere il fumo proprio da Paperoga; entra in casa, si siede sul divano devastato dalle unghie del gatto Malachìa, dice due o tre frasi di circostanza (ha bisogno di una vacanza, Topolino non scopa con Minni dal 1982, Basettoni gli sta col fiato sul collo) mentre Paperoga straparla di Kundalini caricando un bong a forma di Eta Beta. Un quadretto carino, da dimensione parallela Disneyana, che cerca di rendere giustizia ad un personaggio mai abbastanza compreso, se non dai bambini e dai tossici.
Strano questo cugino di Paperino; nell’immaginario collettivo degli over trenta si colloca in quella zona di grigio tipica delle storie brevi di Topolino degli anni settanta/ottanta, quelle – per intenderci – di Dinamite Bla o di Nonna Papera alle prese con l’Orso Onofrio. Più che storie, si tratta di brevi sketches lisergici, impiantati su diverse stranezze dei personaggi (di Dinamite Bla non parliamo per carità di patria; l’Orso Onofrio è un Grizzly che si nutre esclusivamente di torte calde ed è poco più alto di Nonna Papera, che quindi non è un papero, bensì un mutante). Paperoga (contrazione delle parole Papero+Yoga, disciplina per la quale sarebbe portato, come molti tossici, oppure di Papero+DROGA, ipotesi per cui Crak! propende) è vestito con un maglione rosso (a volte decorato una striscia nera orizzontale sul petto) e un cappello da notte con PonPon dello stesso colore. E’ un non-personaggio, di cui l’universo Disney ha disperatamente bisogno. Shakespeariano dilemma; Paperino è sfigato, Gastone è fortunato: Paperoga non è ne l’uno, né l’altro. Non è stupido, ma non è un genio. E’ tonto e distratto, ma dotato di un forte misticismo, sempre New Age. La risposta di Paperoga ad una domanda è quasi sempre fuori dalle righe, apparentemente fuori contesto, ma intimamente legata ad esso. Paperoga esplora i territori della “logica dell’assurdo”, così come Pippo fa a Topolinia (Sia a Paperopoli che a Topolinia il fumo lo fornisce un grande spacciatore di Ocopoli, quindi è lo stesso, sostanzialmente).
Un crescente bisogno sociale di responsabilizzazione, ha portato il nostro ad essere prima incastrato da una femmina, Gloria, e poi da un’altro nipote – uguale a lui ma più piccolo, chiamato Pennino. Si tratta di un piccolo Paperoga iperattivo di cui vorremmo tanto conoscere il padre, per farci quattro risate – crudeli – alle sue spalle: difficile trovare un “cornuto perfetto” come lui. Manco Montagnani nelle commedie scollacciate anni settanta. Paperoga usa Pennino come corriere, anche se raramente. Una volta portò una canna a Paperino, appena tornato da un viaggio al centro della terra con Zio Paperone. Aveva bisogno di rilassarsi.
Un’altra volta Paperoga ha venduto due scudi d’erba a Chiquita, che non è una banana, ma una gallina gigantesca, che pare presti soldi a strozzo. Le ha detto di andarci piano, perché proprio in seguito all’abuso di questa, qualche anno prima, si era messo un vestito rosso e una maschera, andando in giro e presentandosi come Paper Bat, il difensore dei deboli, agli sconcertati cittadini di Paperopoli (che lo riconoscevano benissimo, e ne intuivano lo stato confusionale). Solo tre anni di terapia con Pico de Paperis erano riusciti in una difficile ricostruzione della Psiche.
Di Chiquita non c’è più traccia: Clarabella e Paperina sanno, ma non riescono a parlarne; intanto in città si è sparsa la voce che si sia fatta saltare in aria nel campo minato del deposito di Paperon de’ Paperoni.
Anadi Mishra
10-03-2008
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