Il musicista israeliano ci racconta la multiculturalità del suo "Project".

Ovviamente Parigi è troppo grande per vederla in un week-end. Quello che tenteremo qui è un giro ‘alternativo’, fuori dai percorsi troppo battuti. Se la visitate per la prima volta, seguite pure il tipico itinerario del turista, composto da Louvre (ma ci vuole un mese a vederlo tutto...), Quartiere Latino eccetera eccetera. Ma qui non troverete nulla di tutto questo. Se volete una Parigi un pò diversa, allora siete capitati nel posto giusto...
Una prima nota da tenere a mente: camminate con il naso per aria. Pur essendo rinomata per i suoi monumenti, la cosa più bella di Parigi sono i tetti. E’ una città in tonalità di grigio: chiaro quello delle facciate, più scuro quello dei tetti, variabile quello del cielo, che sembra perfettamente regolato sul colore della città. Il grigio del cielo di Parigi ha una qualità tutta particolare, a strati, capace di prendere diverse luci contemporaneamente, creando un ininterrotto effetto pittorico. Il cielo azzurro non le dona, ma non vi preoccupate: non c’è praticamente mai.
Un posto dove cominciare il nostro anti-itinerario con il naso per aria è il Canal St.Martin (10° arr., metro Republique o Goncourt). Subito alle spalle di Place de la Republique si trova questo piccolo corso d’acqua alberato completo di due ponti girevoli, dove i parigini vanno durante le sere estive a fare pic-nic e prendere aperitivi seduti con i piedi nell’acqua.
Se per l’aperitivo/cena cercate qualcosa di più classico, passeggiate fino a Boulevard de la Villette, al confine tra 19° e il 20° Arrondissement, al numero 44 troverete il Cafè Cheri(e): atmosfera rilassata, birra a pochi euro (a Parigi è una rarità...), e ottimo punto di partenza per fare un giro tra le stradine di Belleville, quartiere reso celebre da Pennac.
Per la cena, riscendete verso il 10°Arrondissement fino a Rue St.Marthe, luogo incantato di casette dipinte a colori pastello e ristoranti di tutto il mondo. Il bistrot St.Marthe si trova su una piazzetta triangolare, alberata e competa (spesso) di sassofonisti che si esibiscono di fronte alle panchine, poi, scendendo, troverete in serie un ristorante brasiliano, un arabo, un peruviano (ottimo) e un basco: c’è solo da scegliere...
Per il dopo-cena, in zona c’è La Fleche d’or , bellissimo locale ricavato da una vecchia stazione (102, bis rue de Bagnolet). Musica che varia tra elektro e indie-rock. In ogni caso, affidatevi al Lylo , il giornalino gratuito che trovate in tutti i locali, e che elenca tutti i concerti di Parigi.
Un altro itinerario interessante è quello che porta a musei e gallerie un pò meno conosciuti. Vale ovviamente la pena di andare a vedere il Louvre, il Grand Palais, il Musee d’Orsay e il Beaubourg (oltre a una bellissima collezione permanente, ci sono spesso mostre fantastiche), ma non di dimenticate che Parigi è piena di gallerie, piccole fondazioni e musei minori.
Per le gallerie, vale la pena di fare un giro per Rue de Seine (6°). Tra i musei minori, da notare la fondazione Cartier-Bresson, a Montparnasse (metro Gaitè), dove fino a metà Luglio potete vedere una bellissima mostra Saul Steinberg, illustratore e pittore da moltissimi sottovalutato.
Lì attoro vale una passeggiata la bella Rue Daguerre, che scende da Montparnasse verso Denfert.
Un' ultima nota per il cinema: a Parigi la storia della settima arte è praticamente tutta lì, a vostra disposizione. Rassegne, retrospettive, copie restaurate di tutti i più grandi capolavori, e poi festival che approfondiscono cinematografie minori e emergenti. Insomma, un vero luna-park del cinefilo, in sale comode, con schermi bellissimi e film in versione originale sottotitolata (ovviamente in francese...).
Quattro delle migliori sale di Parigi le trovate su Rue des Ecoles (Metro Cluny La Sorbonne o Cardinal Lemoine), ma ce ne sono sparse un pò dappertutto.
Ogni mercoledì esce Parsiscope, dove si possono trovare programmi di cinema, mostre, teatro e musica.
PS: Quanto scritto in questo articolo è puramente soggettivo, sono, come dire, delle libere ispirazioni di chi scrive. A Parigi ci sono troppe cose da fare e da vedere per essere esaustivi.
Mandateci i vostri racconti di viaggio, le vostre impressioni, le vostre piccole guide ai luoghi che amate a redazione@crakweb.it
Nicola Ravera Rafele
02-07-2008
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