Un week-end a...Vienna

Sotto assedio per gli europei, vivere una città quasi impermeabile al turismo.

Un week-end a...Vienna
 

Vienna durante gli Europei di calcio non è una città normale. Il pallone è ovunque: appoggiato al piede di un manichino in una boutique molto chic come trasformato in una palla di Mozart nei supermarket del ciarpame turistico.

Eppure, a parte i canti dei tifosi che si confondono in lontananza con il rilassante zoccolio delle vetturine, la città sembra illesa di fronte all'invasione di tifosi da mezza Europa. I viennesi li accolgono, li tollerano e soprattutto rimangono indifferenti alle loro incontrollate manifestazioni di gioia perlopiù confinate a Stephansplatz.

Calcio a parte, va detto che Vienna è una meta assolutamente indicata per chi ama arte, architettura e musica classica, ma non ha la vitalità di Berlino e Londra, le romantiche atmosfere parigine o il gusto di tirar tardi della Spagna. È una città che è piacevole visitare in coppia, possibilmente con le idee molto chiare sulle priorità perché dal punto di vista museale c'è da perdere la testa.

 

Visto da Lei: resta abbastanza misterioso perché Vienna sembri impermeabile al turismo di massa. È una bella città, carica di storia e di testimonianze artistiche e architettoniche per tutti i gusti.

Sarà anche che siamo solo alla fine di giugno, ma, un esempio su tutti, al Kunsthistorischemuseum non facciamo neanche un secondo di fila alla cassa eppure è una delle più importanti pinacoteche del mondo e al momento offre, compresa nel prezzo del biglietto, una mostra su Arcimboldo, pittore amato da un largo pubblico. Indubbiamente i tifosi degli Europei non rappresentano una cartina di tornasole, però l'impressione è che questa città non subisca e non sia interessata a subire invasioni torpedoniche, che preferisca preservare, con qualche inevitabile concessione, il suo aplomb salottiero di inizio ‘900.

4 giorni a Vienna sono sufficienti solo a vedere le cose essenziali e anche così facendo delle drastiche scelte. Se si desidera seguire degli itinerari particolari (ad esempio delle architetture della Secessione) è meglio venire preparati.

Per orientarsi c'è un centro informazioni accanto all'Albertina Museum, anche questo deserto.  Offrono la possibilità di fare una Vienna-card che comprende sconti sui biglietti dei musei (di media intorno ai 9 euro) e 72 ore di trasporti pubblici. Ma in 4 giorni ci sono talmente tante cose da fare nell'Innere Stadt (centro città) o nelle immediate vicinanze che, se si ha voglia di camminare, i mezzi pubblici non sono assolutamente necessari.

 

Per dormire ci affidiamo alle voluminose camere della Pension Pertschy, vicinissima al centro e neanche troppo cara considerando le sue 4 stelle (156 per una doppia). Inutile dire che si ha l'impressione di stare in una suite e che, a parte l'angusto bagno ricavato all'interno della camera, comodità e centralità della zona fanno risparmiare su trasporti e stress di vario tipo.

 

Visto da Lei: La Pension Pertschy occupa due piani di un antico palazzo, Palazzo Caviani, e le stanze sono disposte in prevalenza intorno al cortile interno. La nostra invece dà sulla strada, è molto spaziosa, ha soffitti alti, ampie finestre, uno specchio da toilette dorato e una vecchia stufa in maioliche bianche e celesti, che fanno dimenticare la sensazione anonima  delle camere d'albergo.

 

La posizione è perfetta tra l'Hofburg e Graben, ovvero a due passi da musei e chiesa di Santo Stefano ma anche immersa nella zona commerciale.

Per gli appassionati di architettura o per i comuni mortali si consiglia un salto alla Postsparkasse di Otto Wagner, nome che conviene segnarsi perché gli edifici più interessanti del Secessionismo Viennese sono di sua esclusiva competenza. Quando si ha la fortuna come noi di finire per caso dentro uno dei suoi palazzi a esplorare i pianerottoli e il meraviglioso ascensore  ci si sente un po' dei privilegiati.

Sempre in tema di Secessionismo è d'obbligo precipitarsi alla sede originaria del movimento stesso dove, all'interno dell'edificio sovrastato da una splendida aureola dorata, viene custodito lo strabiliante Fregio di Beethoven del buon Gustav Klimt. Il vantaggio è che, forse perché il tempo era pessimo, forse per la non eccessiva competenza del turista medio, riusciamo a rimanere praticamente da soli per un bel po' nella sala che ospita l'affresco potendone assaporare ogni minuzioso particolare senza sgomitare con la buzzicona di turno o l'improbabile seguace del Tourinng.

 

VDL:È soprattutto l'architettura del ‘900 a determinare il fascino di Vienna. I due protagonisti principali sono Otto Wagner e Adolf Loos ma molti sono gli architetti e gli edifici, anche meno famosi, di cui andare a ritrovare le tracce disseminate in giro per la città, impegnandosi in una specie di gara a chi scova la facciata o il dettaglio più singolare (ad esempio i preziosi negozi di Loos o di Hollein su Graben e KohlMarkt nonché il discutibile ma esemplare Palazzo Haas davanti al duomo).

Sono però da considerare imperdibili, per Wagner, la Postsparkasse (piccolo museo annesso),la Majolikhaus accanto alla, sempre sua, Casa dei medaglioni, la stazione a Karlsplatz (altro piccolo museo). In teoria si dovrebbe arrivare alla chiesa allo Steinhof ma per questa bisogna spostarsi.

Per Loos almeno la Looshaus (nella piazza davanti all'Hofburg, ci si capita per forza), e per togliersi una curiosità i bagni pubblici a Graben, inutile cercarli in alto, bisogna scendere sotto la  strada. Uno sguardo veloce, visto che è tutto lì, anche alla farmacia sulla Casa "Agli angeli bianchi"su Bognergasse, alla Casa Artaria di Max Fabiani davanti al caffè Dermel e all'arcangelo Michele stile manga su Palazzo Zacherl di Joze Plecnik.

Un vero mito è la Palazzina della Secessione (1897-98) vicino a Karlsplatz (da vedere andando poi verso la Majolikhaus), nata come padiglione espositivo per gli artisti che avevano rotto con la tradizione accademica, rappresentava la loro idea di unità delle arti.

 

Seguendo la linea che da Klimt porta a Schiele ecco che ci ritroviamo al Museumsquartier. Inaugurato sette anni fa nell'area un tempo adibita alle scuderie imperiali, questo agglomerato di musei è diventato anche un luogo che catalizza la gioventù radical-chic viennese offrendo concerti, ristoranti alla moda, negozi alternativi e naturalmente un buon numero di musei. Tra questi spicca il blocco di marmo del "Leopoldmuseum" che conserva i più bei quadri di Schiele mai visti. Un luogo favorevolissimo da visitare anche a metà pomeriggio, dopo altre scarpinate, per la perfetta temperatura interna, la collocazione delle opere e (ribadisco il concetto) il numero limitato di visitatori.

 

VDL: Il Museumquartier è diventato in pochi anni una tappa imprescindibile per chi viene a Vienna, di giorno si visitano musei e mostre o si prende tranquillamente il sole bivaccando un po' dove capita, di sera si fa "la moda". L'area è ad alta densità di arte contemporanea, passando da un cortile all'altro si incontra il Tanz Quartier, la  Kunsthalle fino all'Arkitektur Zentrum, dove c'è una esposizione sintetica della storia dell'architettura di Vienna e una temporanea, semincomprensibile ma divertente, intitolata Linz, Texas. Piccola nota dolente per il Leopold Museum, la collezione grafica di Schiele al piano -2 è in realtà esposta tutta in facsimile perché i disegni non possono ricevere la luce (???).

 

Per chiudere in bellezza la linea secessionista va ricavata una mezza giornata per una capatina allo Schloss Belvedere, palazzo barocco con vista su Vienna (per la verità su una parte di Vienna essendo il resto ormai coperto da palazzoni) che ospita una galleria d'arte dedicata agli artisti austriaci. La galleria non è immensa e questo fa sì che ci si possa facilmente concentrare sul primo piano dove si viene praticamente storditi dal "Bacio" di Klimt e da altre sorprendenti opere di Schiele e altri pittori austriaci, a metà tra simbolismo e avanguardie, non così famosi ma che meritano più che uno sguardo di approfondimento.

Naturalmente teniamo per ultimo il Kunsthistorische Museum, meta praticamente obbligata, una voluminosa galleria d'arte di ottimo livello dove vi capiterà di imbattervi nelle grinfie di Bruegel il vecchio (straordinaria la sala dedicata al suo Ciclo delle stagioni) e di vecchie conoscenze italiane come Raffaelo, Veronese, Tiziano. Insomma robettina che sarebbe meglio non trascurare visto che si è lì.

 

VDL: Schonbrunn è sicuramente notissima ma lo Schloss Belvedere non è da meno e la collezione è notevole non solo per i quadri e i pittori più noti. Si possono scoprire pittori austriaci e non oppure singole opere come Le madri cattive del nostro Giovanni Segantini i cui alberi nodosi e spogli nel paesaggio nevoso sono impressionatemente belli quasi come quello di Schiele al Leopold Museum.

 

Capitolo magnereccio:

Considerando che a giugno fa molto caldo pure lì e che magari la cucina tipica viennese non è proprio l'inno alla leggerezza si va subito incontro ad una sfida. Una sfida che va raccolta perché la cucina viennese (tradizionalmente un miscuglio di cucina turca, nordest italiano e bassa Germania) è davvero speciale e merita di essere assaggiata in qualsiasi stagione..

A questo proposito vi suggeriamo di tentare la sfida con le elefantiache wienerschnitzel che propone  Zun den Zwei Liesln  ripiene a mò di calzone (formaggio, peperoni, funghi, speck) e che vanno mangiate almeno in coppia. Apparentemente non è una cena romantica ma se siete persone di spirito e i vostri stomaci di spessore potrebbe diventarlo. D'estate si mangia in un cortile interno non troppo affollato dove si sta al fresco.

Altro consiglio per i palati che non devono chiedere mai: Fate un salto al mitico Beim Czaak e ordinate gli Spinatknodel (Canederli agli spinaci), vi assicuro che ne uscirete cambiati anche se il forte sapore di aglio vi accompagnerà per tutta la giornata come un simpatico amico al quale volete bene anche se gli puzza un po' l'alito.

Capitolo vini: I bianchi sono tutti preferibili e di discreta qualità anche a prezzi medi, piuttosto leggeri quindi occhio alle sbronze. L'unico limite è che spesso non si accompagnano molto a un cibo sostanzioso e saporito.

Capitolo colazione + dolci: sarà turistico quanto volete ma il Caffè Demel nella centralissima Graben è un posto meraviglioso. Sexy cameriere con i grembiulini del locale vi serviranno quanto di meglio offre la pasticceria Viennese (Apflestrudel in testa) accompagnate da un ottimo caffè. Qui si apre un piccolo inciso per i drogati di caffè: bisogna ricordare che la nera bevanda qui non ha niente a che fare con le assurde e scure brodaglie nordeuropee. La rotta commerciale di importazione che da Trieste giungeva da queste parti è garanzia di una qualità assoluta anche in locali meno blasonati. Se chiederete espresso avrete espresso e non ciofeca ristretta.

 

VdL: anche se non sarebbe esattamente un cibo per signorine è impossibile rinunciare a un wurstel ad un chiosco per strada, è li che si trovano i più buoni, spolverati a piacere di curry. Livello di digeribilità inferiore persino al kebab (che tra l'altro qui non è male). Una zona carina è il Naschmarkt, una sequela di ristorantini di tutti i generi e provenienze in un'area dove di giorno si svolge il mercato cittadino. Vicino c'è la Kunsthalleprojekte, una sede distaccata del museo di arte contemporanea con un bar fighetto ma non troppo dove si mangia e poi si beve con djset. Camerieri a scelta gay o etero da manuale.

 

 A Vienna per mangiare la scelta è molto ampia e variegata, si trova facilmente l'orientale o il vegano ma io preferisco le beisl, posti un po' più rustici a metà tra trattoria e birreria, dove il menù offre una scelta limitata ma sicura di piatti caratteristici. Uno è il Tafelspitz, un bollito di manzo servito con salsa di mela e rafano. Per pranzo, il caffè Pruckel vicino al MAK, conserva arredi e atmosfera (il caffè ha 100 anni) ancora autentici (vere brutte cameriere). Invitante ma non verificate sembravano le braciole di maiale essudanti sugo della Salm Brau vicino al Belvedere (alle 4 del pomeriggio era piena di gente ma per noi è decisamente una merenda troppo sostanziosa)

La vera delizia viennese sono però caffé e pasticcerie, si potrebbe vivere solo di quello e passare le giornate a fare la classifica dei migliori apfelstrudel. Le guide ne consigliano almeno una decina da testare ma il Dermel è in cima alla lista e in una specie di glassbox si possono vedere gli artigiani pasticceri al lavoro. Naturalmente per chi vuole assaggiare l'originale, c'è la torta sacher dell'omonimo hotel davanti alla Stadtsopeer.

Per chiudere: Siamo rimasti 4 giorni ma ci siamo lasciati 2-3 musei che meritavano di essere visti. Quindi è consigliabile una settimana per gli ultrà dell'arte, per gli altri sufficiente un week end.

 

VdL: Anche a non essere appassionate, Vienna con gli europei di calcio è stata più divertente. Aver  tifato con i turchi per Germania-Turchia nella Fanzone, l'area allestita con i maxischermi, o vedere Spagna-Russia nella sala dove normalmente si proiettano video d'arte della Kunsthalle Projekte è qualcosa con cui farsi belle con amiche e, soprattutto, amici.

A fine giugno, altra scelta strategica, ci sono i saldi, ma quasi tutti i giorni i negozi chiudono alle 18, e quindi lo shopping passa decisamente in secondo piano.

Molte cose sono rimaste fuori, ad esempio i gasometri di Simmering, quattro strutture cilindriche in mattoni di fine XIX secolo trasformate in residenze e negozi da architetti come Jean Nouvel oppure l'Albertina oppure la collezione d'arte delle Generali, ma a Vienna  è piacevole anche passeggiare senza l'ansia di fare tutto. Si può tornare.

 

Maddalena Libertini-Tommaso Capolicchio

Mandateci i vostri racconti di viaggio, le vostre impressioni, le vostre piccole guide ai luoghi che amate a redazione@crakweb.it 



04-07-2008

Crak Interviste: Idan Raichel

Crak Interviste: Idan Raichel

Il musicista israeliano ci racconta la multiculturalità del suo "Project".

Addio James G. Ballard

Addio James G. Ballard

Morto l'autore di Crash. A lui si deve la fantascienza dello "spazio interno".

Il prefetto vieta Springsteen?

Il prefetto vieta Springsteen?

Il prefetto contrario al concerto romano del Boss di Luglio.

Life Along the Borderline, 10 maggio

Life Along the Borderline, 10 maggio

In arrivo a Ferrara un titanico tributo a Nico a cura di John Cale

Sigilli al Rialto: che succede, Roma?

Sigilli al Rialto: che succede, Roma?

Blitz delle forze dell'ordine allo spazio occupato. Che ariaccia tira in città.

Nuovo Cinema Paraculo

Nuovo Cinema Paraculo

Una riflessione sul cinema contemporaneo.