Wintersleep - Welcome to the night sky

Ottimo terzo disco per la band canadese. Tra Editors, Interpol e National.

Wintersleep - Welcome to the night sky

 

"Welcome to the night sky"
(Labwork)
Voto: 7,5
2007

 

Canadesi come gli Arcade Fire e i Wolf Parade , scuri come i National, certe volte un pò Editors.

Sono i Wintersleep, from Halifax, Nova Scotia.
Quello che qui si presenta è il loro terzo disco “Welcome to the night sky”, che, pur non inventando nulla di nuovo, si candida come uno dei migliori dischi Indie-Rock dell’ultimo anno.

Il cantante Paul Murphy deve parecchio al timbro del suo collega Matt Berninger dei National, le strutture musicali hanno come punto di riferimento stilistico l’asse Editors/Interpol, ma con (talvolta) una maggiore propensione alla ballata.
Questo “Welcome to the night sky” è in realtà un disco del 2007, è valso ai Wintersleep l’anno scorso la vittoria del Juno Award come gruppo dell’anno, e arriva solo adesso in Europa.
Splendida l’apertura con “Drunk on Aluminum”, morbida e coinvolgente.
Poi pescando qua e là lungo le 12 tracce (bonus track incluse) del disco, la ballata “Dead letter and infinite yes”, “Weighty Ghost”, l’editorsiana “Astronaut” valgono da sole il prezzo del Cd.
Perfetta “Oblivion”, forse il miglior brano di tutto il disco, cui segue “Laser Beams” fino al finale di sapore vagamente Wolf Parade con “Miasmal smoke and yellow bellied freaks”.
Le due bonus-track, “The kids are ultra-violet” e “Early in the morning” , sono esercizi di stile, non particolarmente vibranti.
Come si può dedurre, i Wintersleep non inventano nulla, lavorano all’interno di influenze e ispirazioni ben definite, ma il disco funziona, è dotato di una straordinaria carica di immediatezza, che lo rende accattivante fin dal primo ascolto.
Ogni brano è perfettamente centrato, ben strutturato e ottimamente prodotto. Insomma, un disco che si ascolta più volte senza annoiarsi.
Se poi i Wintersleep riusciranno a con il tempo a trovare uno stile più originale, sentiremo ancora parlare parecchio di loro...


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Nicola Ravera Rafele


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